Erano finte ali gli sguardi che cercavi

Martina.

Iky Caputo (via sonounfantasmaconuncuorechebatte)

(Fonte: seituttiitramonticheguardo, via sinutredicosechefannomale-deact)

La chiamavano ‘la risata che precede il crollo emotivo’, ed io risi. Risi tanto. Risi forte.
Ma poi tornai a casa, e togliersi la maschera e crollare fu la cosa più confortante che potesse succedermi.

Sara Mascia / polveristellari (via polveristellari)

(via polveristellari)

L’ultima cosa che vidi, che ricordo di lei, sono gli occhi grandi e fissi - luminosi al mondo - ancora una volta. Cosa resta dopo una volta, dopo una vita, dopo di noi?
Di  te rimarranno i ricordi, la nostalgia, il sogno di un valzer al chiaro di luna, un romantico addio.
Di te rimarranno i gesti, le usanze, i momenti.
Il suono della tua risata al mattino, quello lo dimenticherò.
Ed insieme ad esso svaniranno le tue carezze, le tue mancanze, le tue necessità, il rumore del respiro, il timbro della voce, la presenza, la serenità. Cosa resta se non un corpo, cosa resta dell’amore a vuoto?
Cosa mi lasci, cosa ti porti, ora cosa sogni, ora cosa stringi?
E taglio questo addio come fossero nuvole cariche di pioggia, lascio che le lacrime mi scaldino, facciano compagnia, cancellino tutto – tranne te, nonostante tutto te - mentre io sono nulla,
se non la tua storia.
Il tuo inchiostro,
ora i tuoi occhi,
la tua presenza, ricolmo l’assenza.
Sono comunque vita, nonostante tutto viva. Eppure è vita, anche camminare senza di te.
“Quanto pesa, pronunciare, accettare un addio?

Antico detto greco (via never5urrender)

(via losbagliopiudolce)

Χαλεπά τὰ καλά.

Le cose belle sono difficili.

entropiclanguage:

“Da piccolo ero il mostro sotto il letto degli altri bambini.”

(via entropiclanguage)

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